La Masnada 104 incontra LEDHA
Un tavolo di lavoro comune per una nuova prospettiva sull'accessibilità nel calcio

Martedì 20 ottobre la Masnada 104 ha avuto un incontro conoscitivo ed esplorativo con LEDHA, la Lega per i diritti delle persone con disabilità, nata nel 1979 in rappresentanza di oltre 180 associazioni di persone con disabilità e familiari, distribuite su tutto il territorio lombardo. LEDHA si occupa di tutela dei diritti, informazione, consulenza e assistenza legale, rappresentando un interlocutore nei rapporti con le istituzioni. Aderisce inoltre al Forum del Terzo Settore e rappresenta la FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap onlus) a livello regionale.
Questo primo colloquio è servito a favorire una prima condivisione di intenti, durante la quale sono state sondate le opzioni per sviluppare un gruppo di lavoro permanente sui temi dell'inclusione e della partecipazione dei tifosi con fragilità nel mondo del calcio. Un'occasione preziosa in grado di mettere in rete competenze differenti, verificando i presupposti per un percorso in comune.
Nel corso del meeting è emersa la centralità di un approccio all'accessibilità che sappia considerare la pluralità delle esigenze individuali. Un ambiente sportivo realmente accogliente, infatti, deve poter rispondere alle necessità dei sostenitori in carrozzina, di chi presenta deficit motori, visivi o uditivi, e anche delle persone con neurodivergenze. Dalla progettazione degli spazi alla gestione degli ingressi, dalla sicurezza alla preparazione del personale, ogni aspetto concorre a garantire una presenza piena, autonoma e dignitosa. L'obiettivo non è semplicemente consentire l'ingresso allo stadio, ma permettere a ciascuno di vivere la partita e tutto ciò che le ruota attorno senza rinunce dettate dalla propria condizione.
È proprio mantenendo il focus su questo obiettivo che abbiamo inserito il tema della potenziale nascita di una DSA, acronimo di Disability Supporters Association: una realtà ancora inedita nel panorama italiano, ma già consolidata in altri Paesi europei. Si tratta di un modello di rappresentanza capace di riunire le istanze degli spettatori con disabilità e di portarle all'attenzione degli interlocutori del mondo sportivo, affinché i bisogni di chi frequenta gli spalti possano trovare ascolto e riconoscimento.
Una struttura in grado di fornire il monitoraggio delle barriere architettoniche e culturali, l'individuazione delle criticità, la diffusione di buone pratiche, la formazione e la sensibilizzazione degli operatori, oltre alla promozione di un dialogo continuativo con società calcistiche, istituzioni e organizzatori degli eventi. Un vero e proprio osservatorio interno, alimentato dal vissuto diretto dei tifosi e capace di trasformare le problematiche quotidiane in indicazioni utili al miglioramento.
È su queste basi che il confronto con LEDHA ha permesso di esplorare possibili punti di contatto. La prospettiva è quella di considerare le persone con disabilità non tanto come utenti destinatari dei servizi, quanto risorse portatrici di conoscenze indispensabili per ripensare l'esperienza sportiva.
L'appuntamento del 20 ottobre ha rappresentato dunque un primo passo di avvicinamento, dal quale potranno svilupparsi ulteriori occasioni di sinergia. La strada è ancora da tracciare, certo è che la Masnada 104 continuerà il suo lavoro verso la creazione di una DSA italiana, con la speranza di misurarsi con tanti alleati importanti.